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Rende nasce il primo corso della scuola di formazione all’impegno socio-politico
Lunedì 2 marzo è iniziato, presso l’Auditorium
Giovanni Paolo II del Seminario Teologico Cosentino di Rende,
il corso di formazione all’impegno
socio-politico, organizzato da don Salvatore Buccieri, delegato della Pastorale
Sociale della nostra Diocesi in collaborazione con l’Istituto di Scienze
Religiose. Il corso prevede otto seminari su varie tematiche interessanti che
richiamano i principi fondamentali della dottrina sociale cattolica come la
dignità personale, la solidarietà, il bene comune e la sussidiarietà, che
saranno sviluppati e approfonditi da esperti come ad esempio don Raffaele De
Angelis, don Vincenzo Filice e il prof. Giovanni Serra. Numerose sono state le
adesioni, probabilmente perché oggi, più che mai, si avverte l’esigenza di
riprendere e analizzare questi temi. Viviamo in un periodo storico, purtroppo, segnato da tragici avvenimenti socio-politici
determinati dall’operato di uomini spinti dall’egoismo e dalla sete di potere e
non da quei valori e sentimenti che dovrebbero guidare coloro che rivestono
ruoli di grande responsabilità e da cui dipende la vita e il bene di altre
persone. L’articolazione degli incontri, che dureranno due ore ciascuno dalle
17,00 alle 19,00, consentirà un primo momento di
approfondimento e poi l’analisi si
sposterà nella realtà in cui viviamo cogliendo interessanti spunti di
discussione critica con i partecipanti al corso. Ha riscosso molto interesse
dalla affollata platea di presenti la tematica affrontata nel primo incontro dal
prof. Don Raffaele De Angelis, docente di teologia morale presso l’Istituto di
Scienze Religiose, sul “ Rispetto della vita”. Negli ultimi tempi se ne è parlato
tanto di questo tema, a proposito del caso di eutanasia di Eluana che ha
suscitato tante polemiche e
manifestazioni popolari. L’uomo, come ha sottolineato il prof. De
Angelis non è solo materia, ma è dotato di intelligenza e volontà che lo
guidano, la sua trascendenza consiste nell’avere la capacità di autocoscienza e
autodeterminazione. Il nostro corpo, quindi, che porta i segni del tempo, dello
spazio e della morte, ci mette in relazione con gli altri attraverso rapporti
di amore e la sua anima domina il tempo e la morte. Considerato l’aspetto spirituale
della persona umana oltre a quello materiale, la vita assume un significato
profondo che va tutelato e rispettato fino in fondo. Per questo motivo, l'eutanasia,
letteralmente “buona morte”, che è la pratica che consiste nel procurare la morte nel modo più indolore a un essere umano, affetto da una malattia inguaribile,
allo scopo di porre fine alla sua sofferenza, provoca polemiche e confronti fra
opinioni contrastanti. Può essere attiva, se si interviene in modo diretto e
intenzionalmente programmato per mettere fine con mezzi non dolorosi ad una
persona gravemente ammalata in fase terminale. Passiva, se si causa la morte
indirettamente attraverso l’omissione di soccorso dovuto, astenendosi dal
somministrare al malato i mezzi clinici necessari per mantenerlo in vita.
C. Bartella