Laboratorio Giovani: spazio dei giovani e per i giovani…

 

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Nei primi mesi del  2008 il Progetto Policoro a Cosenza ha coinvolto un buon numero di giovani ed adulti desiderosi di dare il loro contributo, affinchè nel nostro territorio diocesano si possano trovare concrete risposte al bisogno di protagonismo, di dignità, di lavoro che i giovani esprimono o che, a volte, fanno fatica ad esplicitare alla comunità degli adulti. Sin dall’inizio ci siamo trovati d’accordo su un fatto: il Progetto Policoro è nato per i giovani ed ha bisogno dei giovani per trovare il suo senso, la sua strada, il suo modo di stare sul territorio diocesano. Da questa constatazione scaturisce la volontà di incontrare i giovani per capire insieme a loro come proseguire in questo cammino di attenzione, ascolto ed accompagnamento dei giovani, a partire dalle loro  esperienze concrete, dai bisogni e da come vivono alcuni aspetti della vita. È nata così l’idea Laboratorio Giovani: spazio di confronto e di condivisione, condotto e animato interamente da giovani. Al primo incontro, svoltosi qualche giorno addietro, e in cui si è voluto affrontare il tema “Scelta personale e dimensione Comunitaria”,  hanno preso parte Sergio,  socio fondatore, e Massimo, lavoratore  della cooperativa “Valle del

 

Marro”, che con la loro testimonianza hanno entusiasmato e catalizzato l’attenzione dei giovani presenti, offrendo importanti spunti di riflessione. I giovani della “Valle del Marro” hanno posto l’accento sulle difficoltà, sugli ostacoli, ma anche sulla consapevolezza e sulla determinazione nell’affrontare una scelta etica e imprenditoriale netta e inequivocabile, la scelta di stare dalla parte della legalità, rifiutando ogni logica di compromesso e la rassegnazione culturale di fronte all’onnipotenza mafiosa. Questi ragazzi hanno inteso mettersi in gioco, scommettere il proprio futuro sul recupero produttivo e sociale dei beni confiscati alla mafia, riuscendo a combinare ricerca e innovazione scientifica, da un lato, e saperi e tradizioni del mondo contadino, dall’altro, impegnandosi a diffondere una particolare sensibilità antimafia e proponendosi come soggetto propulsore di coesione sociale.  I ragazzi hanno, inoltre, fatto riferimento alle diverse iniziative di cui si fanno promotori: interventi educativi nelle scuole, campi di lavoro e tutte le altre forme di animazione, con cui puntano a  formare giovani più consapevoli, che non si limitano alla sola denuncia, che non si abbandonano al vittimismo e alla rassegnazione, ma che lottano e si espongono in prima persona per affermare la voglia di riscatto sociale e la vocazione allo sviluppo della nostra terra di Calabria.

 

Antonella Mancuso